Déjà vu

E così che cominciai a vomitare tutto quello che pensavo di lui: dall’inizio alla fine. Mi passarono davanti una miriade di déjà vu che avevo rimosso temporaneamente e che al solo pronunciare di quel nome riaffioravano sempre più nitidi. Si va avanti, ma il male che si è ricevuto gratuitamente non si scorda mai, crea ferite che solo il tempo sa risanare. La mia era più che cicatrizzata, ma volevo una volta per tutte, pulirmi lo stomaco e fargli capire quanto era stato ingiusto nel comportarsi così con me. Ma come spesso capita, le persone, se pur mostrano un minimo di pentimento, hanno difficoltà a porgere delle scuse. O meglio, erano arrivate, ma con tanta sufficienza e arroganza. Secondo lui, avrei dovuto capire le circostanze e farmi da parte. Dovevo in poche parole, starmi zitta e incassare il colpo. Per carità, quello l’avevo incassato ma sempre con testa alta e a modo mio e cioè tagliando ogni sorta di rapporto amichevole. La sincerità e l’onestà non sono virtù di molti!

Se stessi

Si dice che la relazione più complicata è con se stessi. Era un giorno come tanti, il tempo passava così velocemente che in un batter d’occhio la settimana era volata. Mentre ero intenta a lavorare, improvvisamente mi arrivò una chiamata inaspettata. Sentivo la persona blaterale, retorica su retorica, convinzioni. Inutile dire che ero distante da ciò che affermava, disinteressata alla sua verità. Dico sua, perché non c’è una assoluta, ma quella che ogni persona ti racconta. Ma poi vieni interpellata e sei costretta a dire qualcosa, spieghi le tue motivazioni seguendo un ragionamento logico, mosso da una briciola di buon senso. Alla fine io so chi sono. Mi conosco troppo bene e ho imparato nel tempo a convivere con le mie mille sfaccettature. Ti rassegni al fatto che non si può esser simpatici a tutti, che non sempre può star bene ciò che si fa. Ecco che il gioco si capovolge. Si passa più tempo a dimostrare chi si è veramente agli altri, più che a se stessi? Perché?