Ex, il ritorno…

Il tempo scorre. Sembrava ieri, quando decisi di tagliare i cosiddetti rami secchi, un taglio di quelli netti, decisi e soprattutto dolorosi. Si sa, sono una di quelle che preferisce incassare il colpo subito, abituarmi all’assenza di alcune persone nella mia vita ma essere coerente con se stessa. E così feci tanto tempo fa, mi tolsi alcune zavorre in amore e in amicizia. Dopo anni e anni di pettegolezzi, di ore a chiedersi il perché di alcuni comportamenti, il mio ex se ne era uscito con una banale frase, pensando di poter chiacchierare amorevolmente con me che non aspettavo altro. Ovviamente non era così e tra stupore, rabbia, e anche voglia di vendetta (si lo ammetto, una parte di me voleva togliersi qualche dente amaro) gli risposi, dicendo che non era opportuno sentirsi visto il come c’eravamo lasciati ma poi nella vita capita che hai il momento per riscattarti, per far valere chi sei, e allora perché non prenderlo al balzo?

Annunci

V come vendetta

Cos’è la vendetta? Stanotte non riuscivo a dormire, riflettevo. Ho acceso il mio computer e sfogliando Wikipedia la definizione che era impressa lì nello schermo. Una pulsione, un desiderio volitivo di farsi giustizia. Mille domande! Si può provare del risentimento e del rancore? Forse perché non si è riusciti a dire tutto o forse perché non si ha mai avuto il coraggio? Di certo di una cosa sono sicura. Anzi due. L’istintività entra di scena sempre troppo prepotentemente nella nostra vita. Ci si maschera dietro di essa. Troppo facile… La seconda è che se, veramente hai esaurito tutto quello che avevi da dire, l’amarezza che rimane ti fa solo essere indifferente. Allora forse non è giusto abbassarsi allo stesso livello di chi ti ha fatto male. Che senso ha? In quell’istante, ho avuto un lampo di genio. La risposta era chiara. Mi ricordai di un proverbio di mia nonna. Fai male e pensa, fai bene e scorda…