Targhe alterne

La scorsa settimana andai quasi sempre a ballare. Ma non era per incontrare lui. Avevo bisogno di scaricare la mia energia in qualcosa di produttivo almeno per il mio corpo. Dopo le ricche abbuffate di Pasqua e Pasquetta, un po’ di sano movimento non faceva di certo male. Ben presto mi resi conto che mi perseguitava. Non appena mi vide, mi fece una delle sue solite battute. Poco dopo arrivò lei, e lui girandosi mi disse: “Guai in vista!” Il problema è che, alla fine dei conti, la cosa non mi toccava più di tanto. Non sentivo niente, ma proprio niente. Trovavo addirittura più interessante fare due chiacchiere con altre ragazze della scuola. Sapevo ormai che non eravamo umanamente compatibili. Le cose in comune erano decisamente poche. Non ci sarebbe stato mai un futuro per noi. Non avevo dubbi. Io l’avevo capito, ma lui? Avrei dovuto, una volta per tutte, affrontare il discorso tempo fa, invece di lasciare le cose in sospeso? E il risultato era un sentimento a targhe alterne?

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Le regole del gioco

Era a cena con vecchi amici, non ci vedevamo da qualche tempo, e come sempre le nostre chiacchiere dopo un giro di formalità sfociarono in ambito sentimentale. Tutti più o meno impegnati in una sorta di relazione embrionale, speravamo vivamente di non commettere gli stessi identici errori. Ci sono allora delle mosse giuste? E’ conveniente mostrare le proprie carte o attendere? E lì che da donna single trentenne diedi piccole pillole di psicologia femminile. Il dibattito si accese ma la verità è che è bello giocare, stuzzicare. Il desiderio che cresce piano piano ed esplode. Se il compito della donna è sedurre, l’uomo cosa dovrebbe fare? Corteggiare?