A volte scappare non basta

Ops! Era una giornata normalissima, quando inaspettatamente accadde qualcosa. Ero lì che pensavo, rimuginavo, riflettevo. Ogni giorno, si scappa per andare al lavoro, a una cena con gli amici, all’università. Ma si fugge anche dalle persone incresciose? Spesso si passano ore e ore a discutere, a volte arrabbiandosi perché il vederle creerebbe uno scompiglio mentale. Non sempre si riesce a dimenticare e, tanto meno, a metabolizzare quando queste ti deludono. Spesso si è condiviso troppo, c’è bisogno di allontanarsi, di prendere aria, di frequentare altri giri. Si sceglie, quindi, di organizzare la propria vita per non incontrarle: “Non vado a quel posto perché potrei vedere…” Ma è giusto vivere così? Si dice che bisogna infischiarsene, perché quando meno te lo aspetti, è sicuro che le uova si rompono. Allora perché non prendere la situazione di petto? Mia nonna diceva sempre di non abbassare mai lo sguardo, perché nessuno è secondo a un altro. Aveva proprio ragione…

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V come vendetta

Cos’è la vendetta? Stanotte non riuscivo a dormire, riflettevo. Ho acceso il mio computer e sfogliando Wikipedia la definizione che era impressa lì nello schermo. Una pulsione, un desiderio volitivo di farsi giustizia. Mille domande! Si può provare del risentimento e del rancore? Forse perché non si è riusciti a dire tutto o forse perché non si ha mai avuto il coraggio? Di certo di una cosa sono sicura. Anzi due. L’istintività entra di scena sempre troppo prepotentemente nella nostra vita. Ci si maschera dietro di essa. Troppo facile… La seconda è che se, veramente hai esaurito tutto quello che avevi da dire, l’amarezza che rimane ti fa solo essere indifferente. Allora forse non è giusto abbassarsi allo stesso livello di chi ti ha fatto male. Che senso ha? In quell’istante, ho avuto un lampo di genio. La risposta era chiara. Mi ricordai di un proverbio di mia nonna. Fai male e pensa, fai bene e scorda…