Ex, il ritorno…

Il tempo scorre. Sembrava ieri, quando decisi di tagliare i cosiddetti rami secchi, un taglio di quelli netti, decisi e soprattutto dolorosi. Si sa, sono una di quelle che preferisce incassare il colpo subito, abituarmi all’assenza di alcune persone nella mia vita ma essere coerente con se stessa. E così feci tanto tempo fa, mi tolsi alcune zavorre in amore e in amicizia. Dopo anni e anni di pettegolezzi, di ore a chiedersi il perché di alcuni comportamenti, il mio ex se ne era uscito con una banale frase, pensando di poter chiacchierare amorevolmente con me che non aspettavo altro. Ovviamente non era così e tra stupore, rabbia, e anche voglia di vendetta (si lo ammetto, una parte di me voleva togliersi qualche dente amaro) gli risposi, dicendo che non era opportuno sentirsi visto il come c’eravamo lasciati ma poi nella vita capita che hai il momento per riscattarti, per far valere chi sei, e allora perché non prenderlo al balzo?

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Strambe teorie

E’ passato quasi un anno. Non avevo più avuto rapporti amicali con quella persona. Era finita male, ma di certo lui non aveva facilitato il compito. La sua arroganza rasentava quasi la follia e i suoi discorsi non erano da meno. Le sue strambe teorie su chi frequentare, erano troppo per una persona che, attualmente, lavora, combatte, ogni giorno per l’integrazione sociale. Il sentir dire da lui: “Esco solo con le persone fighe…” provocava in me un senso di delusione e rabbia perché percepivo questa sua scelta come una forma, molto retrograda, di discriminazione. Forse esageravo, ma non tolleravo che sminuisse così la figura femminile. Certo c’erano donne e donne, ma il ruolo di soprammobile non era mai stato il mio forte. Come potete immaginare, fu, ben presto, esiliato dalle mie amicizie. Ma la mia, era una scelta avventata? Scoprii poi, che anche con il passare del tempo, nulla era cambiato. Erano trascorsi mesi e mesi, ma tutto era rimasto com’era. L’avevo, allora, semplicemente sopravvalutato?

A volte scappare non basta

Ops! Era una giornata normalissima, quando inaspettatamente accadde qualcosa. Ero lì che pensavo, rimuginavo, riflettevo. Ogni giorno, si scappa per andare al lavoro, a una cena con gli amici, all’università. Ma si fugge anche dalle persone incresciose? Spesso si passano ore e ore a discutere, a volte arrabbiandosi perché il vederle creerebbe uno scompiglio mentale. Non sempre si riesce a dimenticare e, tanto meno, a metabolizzare quando queste ti deludono. Spesso si è condiviso troppo, c’è bisogno di allontanarsi, di prendere aria, di frequentare altri giri. Si sceglie, quindi, di organizzare la propria vita per non incontrarle: “Non vado a quel posto perché potrei vedere…” Ma è giusto vivere così? Si dice che bisogna infischiarsene, perché quando meno te lo aspetti, è sicuro che le uova si rompono. Allora perché non prendere la situazione di petto? Mia nonna diceva sempre di non abbassare mai lo sguardo, perché nessuno è secondo a un altro. Aveva proprio ragione…