Le mie scarpe da ballo

Non so perché ma mi capita molto spesso che non appena parli di me, delle mie passioni, ciò che colpisce non è quello che faccio per vivere, non è il mio percorso di studi, ma indovinate un po’ che cosa? Le mie scarpe da ballo! Non c’è proprio niente da fare, basta che pronunci: “Sono una ballerina di danze caraibiche!” Ecco che escono dalle testoline dei maschietti mega nuvolette con un’unica idea in testa. Penserete che sia del tutto normale, poiché l’attività sportiva in questione è passionale, sensuale, provocante, ma per chi la pratica, segue corsi da anni, quando scende in pista, non ha tempo di pensare. Si viene travolti dalla musica, dal ritmo che ti prende e ti fa muovere, anche se non hai più forze. Così, ci si distrugge arrivando a fine serata, con tanta fame e con un mal di piedi che se in quel momento ci fosse un feticista sarebbe molto contento di massaggiarteli. In tal situazione, che dire non c’è affermazione più azzeccata che nella vita il movimento di bacino è tutto!

Il mio principe azzurro?

Pensavate che la serata fosse finita così, ma ci fu molto altro. Non appena il mio gentiluomo se ne andò, ecco che spuntò il ranocchio. Era sempre lui, il mio primo ballerino. Non so in che rapporti erano con l’attuale ragazza ma, ormai, avevo rinunciato a capire come stavano le cose. Nonostante tutto, non c’era occasione in cui non era presente con le sue battute. Ci avevo fatto il callo, ma quella sera il mio charme l’aveva colpito e neanche aprii bocca, si avvicinò ed esordì dicendo: “Ma sei ancora single?” Sapendo già la risposta, non aspettava altro che tenermi tra le sue braccia, marcare il territorio, per dimostrare a tutti che ero proprietà sua. Non ne capivo il senso, o forse un motivo c’era. L’avermi vista chiacchierare con l’altro, scaturì in lui un senso di rivalsa. Si fomentò, mi prese, mi trascinò e ballammo una bachata che non mi scorderò mai. Il senso di sfida, di provocazione svanì ben presto perché il solo star vicino, camminare a mano a mano, e sentire le sue labbra sul mio collo, era una sensazione che poco aveva a che fare con il nostro passato… Sarà lui il mio principe azzurro?

Il dolce far nulla

La seconda, è che essendo libero, aveva ricominciato come sempre la sua opera di persuasione nei miei confronti. Ed eccoli lì, il suo post. Aveva ammesso pubblicamente che forse doveva starsene da solo e che non era innamorato di nessuno o meglio della sua ex. Fin troppo prevedibile! Mi chiedevo come avessi potuto mai captare tutto questo in un momento. Quando si dice il sesto senso femminile, ma la verità è che anche un cieco se ne sarebbe accorto. L’indomani, per non farci mancare proprio niente, arrivò anche un suo messaggio. Scuse su scuse. Premurosamente, si era accertato che non mi fossi fatta nulla. Mi colse alla sprovvista. E così, decisi di prendermi del tempo prima di rispondergli. Feci passare due giorni finché non optai per un chiaro, secco, sms del tipo: “Si tutto bene, ciao.” Non volevo cogliere le sue provocazioni, fin troppo subliminali, ma semplicemente, continuare per la mia strada. Nonostante ciò, mi rendevo conto che il non far nulla, creava continue reazioni in lui…

Strani ritorni 2

Forse si, forse no. E poi arrivò lei. Tutto sembrava essersi congelato tra noi. Non ballammo più per mesi e mesi, anche per una forma di rispetto. Ero troppo orgogliosa per chiedergli qualcosa, ma la verità è che alla fine non m’importava così tanto. Ieri, però fu tutto così diverso. E’ vero da donna lo provocai. Mentre ballavo con il mio amico di corso, cominciai a muovermi come non mai. Onde su onde, rumba. E non appena finii lui ci cascò in pieno. Mi prese la mano e mi portò nuovamente sulla pista. Un miscuglio di emozioni. Sapevo che però sarebbe finita lì. O almeno lo credevo. Mi salutò e con preistorico baciamano mi diede la sua buonanotte. Niente che non avessi già visto, in fondo sapevo che era un romanticone. E poi? Da principe azzurro si trasformò nel solito ranocchio. Mi baciò sul collo e mi saltò letteralmente addosso. Mi ritrovai con lui sopra di me, nel bel mezzo del locale. Secondo voi, ci fa o c’è?