Strani ritorni

Stamattina, più che mai, ero indecisa su quale proverbio fosse stato più azzeccato per la serata appena passata. C’eravamo organizzati, come sempre per andare a fare quattro salti in pista con i miei amici della scuola di ballo. L’imperativo era: “Pochi ma buoni.” Senza nemmeno essersi messi d’accordo, la combriccola ben presto, fu al completo. Non mancava proprio nessuno, tranne la ragazza del mio primo ballerino. Era da un po’ che non li vedono baciarsi, accarezzarsi. Mi direte ok va bene e allora? Tutto cominciò, quando alle prime armi, lui per tutta l’estate, fu il mio tormento in tutti i sensi. Continue battute del tipo: “Ci sposiamo!” Io rimanevo sempre perplessa. Non sapevo se faceva sul serio, ma la passione che metteva mentre ballavamo era tangibile. Tutti si fermavano a guardarci. Ed io non sapevo che fare. Alcune volte m’irritava, non lo sopportavo. Era arrogante, ma poi un attimo dopo mi faceva ridere come non mai. Era amore? Continua…

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Una domenica funesta

Mentre ero intenta a controllare i post dei miei colleghi internauti, mi chiedevo il perché avessi esitato così tanto ad aprire il mio blog. I dubbi erano i soliti dello scrittore funesto. Nel passare dei giorni, mi resi conto che, infatti, qualche zombie era spuntato fuori. Quindi, il grande dilemma che mi attanagliava e mi bloccava era fondato. Esternando le mie riflessioni, qualcuno se la sarebbe presa molto a male. E’ così fu. La facoltà di suscitare reazioni però non era una cosa negativa. Il confronto era una dei miei punti di forza e lo è ancora tuttora. Non è da tutti mirare e centrare il bersaglio. A me viene spontaneo, naturale come respirare. Intuito forse? Fatto sta, che dopo un giro di pensieri, la risposta che mi sento dire ripetutamente è: “Forse hai ragione…” che passa dopo poco a “Mi sa che pure stavolta hai ragione…” a “Hai ragione, sei sempre così saggia…” Saranno i trent’anni? La vita? Le mie esperienze?