Il mito di Perseo e Andromeda

Non se tutta questa sapienza mi venga dalle mie origini greche o dalla mia laurea presa, indovinate dove? Nonostante ciò, mi sono resa conto che ho molto da imparare dai miei antenati. Complice di tutta questa riflessione, una serata in un osservatorio astronomico, a mille metri di altezza. Adoro fare queste serate, dare un senso alla mia vita. Sarei stata ore a sentire la mia guida, a contemplare il cielo e ha perdermi in quelle magnifiche costellazioni, tra miti e verità. Forse, già l’ho detto in qualche precedente post, per quanto cinica possa essere, alla fine rimango una donna che è in cerca del vero amore, quello che ti distrugge, che ti consuma. Il mito di Perseo e Andromeda c’insegna proprio questo. Lui s’innamora di lei al primo sguardo, con tutte le sue fragilità, le sue debolezze, la sua tenerezza, la sua dolcezza… Non ha dubbi! Ed è così che capita nella vita reale, anche se razionalmente, dovresti dare una chance, il tuo cuore sa di chi ti puoi fidare, il resto vien da sé…

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Le mie scarpe da ballo

Non so perché ma mi capita molto spesso che non appena parli di me, delle mie passioni, ciò che colpisce non è quello che faccio per vivere, non è il mio percorso di studi, ma indovinate un po’ che cosa? Le mie scarpe da ballo! Non c’è proprio niente da fare, basta che pronunci: “Sono una ballerina di danze caraibiche!” Ecco che escono dalle testoline dei maschietti mega nuvolette con un’unica idea in testa. Penserete che sia del tutto normale, poiché l’attività sportiva in questione è passionale, sensuale, provocante, ma per chi la pratica, segue corsi da anni, quando scende in pista, non ha tempo di pensare. Si viene travolti dalla musica, dal ritmo che ti prende e ti fa muovere, anche se non hai più forze. Così, ci si distrugge arrivando a fine serata, con tanta fame e con un mal di piedi che se in quel momento ci fosse un feticista sarebbe molto contento di massaggiarteli. In tal situazione, che dire non c’è affermazione più azzeccata che nella vita il movimento di bacino è tutto!

Il mio principe azzurro?

Pensavate che la serata fosse finita così, ma ci fu molto altro. Non appena il mio gentiluomo se ne andò, ecco che spuntò il ranocchio. Era sempre lui, il mio primo ballerino. Non so in che rapporti erano con l’attuale ragazza ma, ormai, avevo rinunciato a capire come stavano le cose. Nonostante tutto, non c’era occasione in cui non era presente con le sue battute. Ci avevo fatto il callo, ma quella sera il mio charme l’aveva colpito e neanche aprii bocca, si avvicinò ed esordì dicendo: “Ma sei ancora single?” Sapendo già la risposta, non aspettava altro che tenermi tra le sue braccia, marcare il territorio, per dimostrare a tutti che ero proprietà sua. Non ne capivo il senso, o forse un motivo c’era. L’avermi vista chiacchierare con l’altro, scaturì in lui un senso di rivalsa. Si fomentò, mi prese, mi trascinò e ballammo una bachata che non mi scorderò mai. Il senso di sfida, di provocazione svanì ben presto perché il solo star vicino, camminare a mano a mano, e sentire le sue labbra sul mio collo, era una sensazione che poco aveva a che fare con il nostro passato… Sarà lui il mio principe azzurro?

Amante o amica?

Che confusione! Ecco, come la mia mente si sente dopo aver mescolato una dose eccessiva di emozioni, tutte concentrate in una serata. Sarà stata colpa del vestitino molto salsero che mi ero comprata giorni dietro? Oppure ero semplicemente più disposta a essere corteggiata? Non mi diedi una risposta, ma di certo, non passavo inosservata. Anche le persone, da cui, non avrei mai e poi mai, strappato un complimento, erano lì pronte a dirmi quanto ero sensuale. L’aria era calda, c’era un bellissimo concerto e non mancava proprio niente. Appena mi misi le mie scarpette da ballo, ecco che comparve lui, un ragazzo distinto che conobbi un po’ di tempo fa. Ci fu subito feeling, ma poi io sparii. Sapeva quello che stavo passando, ma nonostante tutto era lì a farmi capire quanto ci tenesse a me. Rimanemmo un bel po’ a chiacchierare, era dolce, premuroso. Mi promise di rivederci per una cena, anche se non avevo ben capito una cosa: amante o amica?

Targhe alterne

La scorsa settimana andai quasi sempre a ballare. Ma non era per incontrare lui. Avevo bisogno di scaricare la mia energia in qualcosa di produttivo almeno per il mio corpo. Dopo le ricche abbuffate di Pasqua e Pasquetta, un po’ di sano movimento non faceva di certo male. Ben presto mi resi conto che mi perseguitava. Non appena mi vide, mi fece una delle sue solite battute. Poco dopo arrivò lei, e lui girandosi mi disse: “Guai in vista!” Il problema è che, alla fine dei conti, la cosa non mi toccava più di tanto. Non sentivo niente, ma proprio niente. Trovavo addirittura più interessante fare due chiacchiere con altre ragazze della scuola. Sapevo ormai che non eravamo umanamente compatibili. Le cose in comune erano decisamente poche. Non ci sarebbe stato mai un futuro per noi. Non avevo dubbi. Io l’avevo capito, ma lui? Avrei dovuto, una volta per tutte, affrontare il discorso tempo fa, invece di lasciare le cose in sospeso? E il risultato era un sentimento a targhe alterne?

Amore? Amicizia?

Alcuni dei rapporti nascono così per gioco. Ma è amore, è amicizia? Tutti ci siamo passati. Si escono le prime volte, le cose che si dicono sono sempre le stesse. Si tende sempre a sminuire con le proprie amiche: “Non so se mi piace, l’ho visto poche volte, non mi sento di pronunciarmi!” Ecco che il peggio è fatto. Ragazzi, aprite bene le orecchie quando una donna traccheggia così tanto, è perché già ha deciso. O meglio lei sì, ma dall’altra parte? L’uomo gioca. Non sa bene. Si chiede: “Ci starà?” Tasta il terreno. Eppure i segnali ci sono. Perché il sesso femminile non li percepisce? S’inizia sempre giustificando il perché non chiama: “E’ al lavoro. Poverino non ha avuto tempo”. Poi si passa al perché non mi chiede di uscire. C’è chi ti consiglia: “No, aspetta che t’inviti lui.” Chi invece: “Ma sì, che c’è di male nell’invitarlo!” Improvvisamente, spunta sempre un’amica di un’amica che alla fine ha confermato l’eccezione. Si spera sempre che tu sia la prossima. Ma sarà così? Non lo so. Ma di certo, sbagliando, s’impara che, o è tutto bianco, o è tutto nero. Diffidate dei miliardi di sfumature di grigio…

Strani ritorni 2

Forse si, forse no. E poi arrivò lei. Tutto sembrava essersi congelato tra noi. Non ballammo più per mesi e mesi, anche per una forma di rispetto. Ero troppo orgogliosa per chiedergli qualcosa, ma la verità è che alla fine non m’importava così tanto. Ieri, però fu tutto così diverso. E’ vero da donna lo provocai. Mentre ballavo con il mio amico di corso, cominciai a muovermi come non mai. Onde su onde, rumba. E non appena finii lui ci cascò in pieno. Mi prese la mano e mi portò nuovamente sulla pista. Un miscuglio di emozioni. Sapevo che però sarebbe finita lì. O almeno lo credevo. Mi salutò e con preistorico baciamano mi diede la sua buonanotte. Niente che non avessi già visto, in fondo sapevo che era un romanticone. E poi? Da principe azzurro si trasformò nel solito ranocchio. Mi baciò sul collo e mi saltò letteralmente addosso. Mi ritrovai con lui sopra di me, nel bel mezzo del locale. Secondo voi, ci fa o c’è?

Strani ritorni

Stamattina, più che mai, ero indecisa su quale proverbio fosse stato più azzeccato per la serata appena passata. C’eravamo organizzati, come sempre per andare a fare quattro salti in pista con i miei amici della scuola di ballo. L’imperativo era: “Pochi ma buoni.” Senza nemmeno essersi messi d’accordo, la combriccola ben presto, fu al completo. Non mancava proprio nessuno, tranne la ragazza del mio primo ballerino. Era da un po’ che non li vedono baciarsi, accarezzarsi. Mi direte ok va bene e allora? Tutto cominciò, quando alle prime armi, lui per tutta l’estate, fu il mio tormento in tutti i sensi. Continue battute del tipo: “Ci sposiamo!” Io rimanevo sempre perplessa. Non sapevo se faceva sul serio, ma la passione che metteva mentre ballavamo era tangibile. Tutti si fermavano a guardarci. Ed io non sapevo che fare. Alcune volte m’irritava, non lo sopportavo. Era arrogante, ma poi un attimo dopo mi faceva ridere come non mai. Era amore? Continua…