Letargo

L’estate sta finendo. Il caldo torrido lascia spazio a quelle piogge autunnali ed io mi sto preparando psicologicamente ad andare in letargo. Il mal tempo, ha sempre uno strano effetto su di me. Rifletto e rifletto. Ho bisogno di stare sola con me stessa, pensare, nonostante i miei mal di testa. In tutto ciò, qualcosa di buono lo cavo sempre. E poi, una volta prese le mie decisioni, filo dritto per la mia strada, non mi volto perché so che sarebbe sbagliato. Avrei tanta voglia di farlo, ma il mio orgoglio, i miei valori me lo impediscono. Quando capisci, che si è troppo distanti, che si appartiene a due mondi diversi, perché si è cresciuti, si frequenta una cerchia di amici molto diversa non sa da fa! Sono una persona molto tollerante, non mi arrabbio quando qualcuno fa ritardo, preferisco adattarmi, ma ci sono delle cose, che per quanto si possa essere flessibile, o ne fai parte o non le capirai mai. E sapete che vi dico: “E’ quello guardare dall’altra sponda del fiume!”

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Strani ritorni 2

Forse si, forse no. E poi arrivò lei. Tutto sembrava essersi congelato tra noi. Non ballammo più per mesi e mesi, anche per una forma di rispetto. Ero troppo orgogliosa per chiedergli qualcosa, ma la verità è che alla fine non m’importava così tanto. Ieri, però fu tutto così diverso. E’ vero da donna lo provocai. Mentre ballavo con il mio amico di corso, cominciai a muovermi come non mai. Onde su onde, rumba. E non appena finii lui ci cascò in pieno. Mi prese la mano e mi portò nuovamente sulla pista. Un miscuglio di emozioni. Sapevo che però sarebbe finita lì. O almeno lo credevo. Mi salutò e con preistorico baciamano mi diede la sua buonanotte. Niente che non avessi già visto, in fondo sapevo che era un romanticone. E poi? Da principe azzurro si trasformò nel solito ranocchio. Mi baciò sul collo e mi saltò letteralmente addosso. Mi ritrovai con lui sopra di me, nel bel mezzo del locale. Secondo voi, ci fa o c’è?