Sorpresa!

Tutti vorrebbero riceverla, ma cosa ci spinge a farne una? L’amore, l’amicizia, l’odio… Le motivazioni sono varie, anche se io mi soffermerei più sulla messa in atto. C’è chi non riesce a trattenersi e svela poco a poco. Apprezziamo comunque il buon impegno. C’è chi invece, aspetta, e si gode il momento a pieno: vedere lo stupore negli occhi, la gioia in un sorriso, la trepidazione nel corpo. E’ tutto lì il gusto, il gioco. Sono attimi, che però vanno architettati nei minimi particolari. Questo richiede tempo. Allora, quanti sono disposti a farne veramente una? Costa così tanto? Si dice sempre che non si ha mai tempo. Risposta classica: “Ho un sacco d’impegni.” Bella giustificazione! Ma il punto è che se conosci una persona realmente farla non pesa. La stessa cosa non potremmo dirla per chi, invece, hai incontrato da poco nella tua vita. Però c’è qualcosa che ti da impulso. Esce spontanea. Ecco che i pensieri non si fermano. Sarà pronta a riceverla? Capirà il perché e l’apprezzerà veramente? Non sono un’indovina. La mia unica certezza è che regalare un’emozione non è poco…

Salto nel passato

In un pomeriggio d’estate, pensai a come fosse stato bello uscire dal letargo e riprendere in mano la mia vita. Sono sempre stata una che rischia, che si mette in gioco, e non ha paura delle conseguenze. E se dovessi sentire il mio cuore, so che sbaglierei un’altra volta. E allora sono lì che aspetto, ferma a un semaforo arancione che non vuole né diventare rosso, né verde. Scalpito, perché dovrei reagire invece di subire passivamente, ma c’è qualcosa che me lo impedisce. Il poco coraggio? I troppi pensieri? E così mi crogiolo, mi lascio portare alla deriva. Ho paura di precipitare nel vuoto. Ho paura di spiccare il volo. Ho paura di sprofondare nel mare e di non riuscire a risalire tutt’intera. E’ quello che scrivevo quattro anni fa di me, e non è cambiato molto. Senza di te, ho superato molte situazioni, sono forse più forte, più consapevole, sono più me stessa, ma tu ormai fai parte del mio passato…

Il gioco delle apparizioni e sparizioni

Il gioco delle apparizioni e sparizioni non è mai stato il mio forte. Giugno ne è stato altrettanto ricco ma sono sempre più convinta che una persona o c’è o non c’è. Non si può cantarsela e suonartela una sera, e poi il giorno dopo far finta che alcune parole non siano uscite dalla bocca. Ecco ragazze, un altro bel consiglio in arrivo! Dovete diffidare anche di quegli uomini che al primo appuntamento o chiacchierata, che dir si voglia, alla fine della serata, pronunciano delle frasi del tipo: “Sei proprio una bella persona sia fuori che dentro!” Non è necessario che voi diciate qualcosa di smielato, se non sentito veramente, perché poi queste cose, non immediatamente, ma da lì a una settimana si capiscono. A questo punto mi chiedo sempre: “Ma perché lo fanno? La logica è quella del ” Coglio, Coglio” aspettando che prima o poi qualcuna ci caschi oppure apro le labbra, non connetto il cervello, e sparo frasi così tanto per dire?

Le regole del gioco

Era a cena con vecchi amici, non ci vedevamo da qualche tempo, e come sempre le nostre chiacchiere dopo un giro di formalità sfociarono in ambito sentimentale. Tutti più o meno impegnati in una sorta di relazione embrionale, speravamo vivamente di non commettere gli stessi identici errori. Ci sono allora delle mosse giuste? E’ conveniente mostrare le proprie carte o attendere? E lì che da donna single trentenne diedi piccole pillole di psicologia femminile. Il dibattito si accese ma la verità è che è bello giocare, stuzzicare. Il desiderio che cresce piano piano ed esplode. Se il compito della donna è sedurre, l’uomo cosa dovrebbe fare? Corteggiare?