Il lungo silenzio

Ne è passato di tempo dall’ultimo mio articolo, per l’esattezza quattro. Vi starete chiedendo perché questa mia assenza. Consapevole di essere finita probabilmente nell’angolo del dimenticatoio, ho preferito affrontando una cosa molto più grande di me in silenzio. Più delle volte le parole non descrivono al meglio il dolore che una persona prova. Tutti dicono che bisogna vivere in questi casi alla giornata, ma per una come me, che programma ogni minima cosa, vi assicuro è veramente difficile fare i conti con questa nuova filosofia di vita che mi è stata imposta. Le imposizioni non mi sono mai piaciute, ho sempre fatto tutto ciò che volevo eppure oggi mi ritrovo a dover fare i conti con una cosa che prima o poi capiterà con la consapevolezza che non potrò fare nulla. Ed è questo che fa più male…

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Déjà vu

E così che cominciai a vomitare tutto quello che pensavo di lui: dall’inizio alla fine. Mi passarono davanti una miriade di déjà vu che avevo rimosso temporaneamente e che al solo pronunciare di quel nome riaffioravano sempre più nitidi. Si va avanti, ma il male che si è ricevuto gratuitamente non si scorda mai, crea ferite che solo il tempo sa risanare. La mia era più che cicatrizzata, ma volevo una volta per tutte, pulirmi lo stomaco e fargli capire quanto era stato ingiusto nel comportarsi così con me. Ma come spesso capita, le persone, se pur mostrano un minimo di pentimento, hanno difficoltà a porgere delle scuse. O meglio, erano arrivate, ma con tanta sufficienza e arroganza. Secondo lui, avrei dovuto capire le circostanze e farmi da parte. Dovevo in poche parole, starmi zitta e incassare il colpo. Per carità, quello l’avevo incassato ma sempre con testa alta e a modo mio e cioè tagliando ogni sorta di rapporto amichevole. La sincerità e l’onestà non sono virtù di molti!