Mind the gap

“Mind the gap! Mind the gap!” Ma si è mai così attenti al vuoto quando è intenti a fare altro? Tutti i giorni, ci alziamo, andiamo a lavorare, prendiamo la metro. E in quegli istanti, dove ogni giorno scendono e salgono passeggeri dai vagoni, la mia mente si sofferma. Se il vuoto in fisica è l’assenza di materia in un volume di spazio, nella vita reale cos’è? Frustrazione? Tristezza? Angoscia? Sta di certo, che qualunque sia la causa, è lì. Non va via, emerge appena ti fermi. Si manifesta come un buco allo stomaco, un macigno che ti trascini, ma non riesci a sollevare, un senso d’inquietudine che ti sovrasta. Ma è giusto abbandonarsi ad esso? Si dice che una volta toccato il fondo non si può che risalire. Ma quando lo si capisce? E se la vita fosse questo? Alti e bassi, un su e un giù continuo, un giro di roulette in attesa che arrivi il proprio numero?

7 thoughts on “Mind the gap

  1. A me sta cosa degli alti e bassi inizia a stancare….anche perchè vorrei un po’ di alti veri. Ogni tanto comunque lasciarsi andare, anche alle sensazioni negative, aiuta.

  2. La vita credo sia esattamente questo… per alcuni più che per altri.
    Mi sento molto coinvolta da questo argomento, e credo proprio che senza il vuoto, qualunque cosa essa sia, non potremmo mai apprezzare tutto quello che di differente ci offre la vita.

    Approdata qui per caso, ma mi complimento per il blog. Mi piace.

    V.

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